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THE IMMIGRANT

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Regia: Charlie Chaplin
Interpreti: Charlie Chaplin, Edna Purviance, Eric Campbell, Albert Austin, Henry Bergman
Fotografia: Roland Totheroh
Montaggio: Charlie Chaplin
Lingua: didascalie in italiano
Prodotto da: Mutual Film Corporation
Comico, USA 1917, 21’

PRESENTAZIONE di Gabriele Veggetti – Critico cinematografico

«Il film inizia con Charlot sulla nave che lo porta in America. Sul ponte di terza classe egli incontra una ragazza con la madre, due poverette come lui. Arrivate a New York, si separano. Alla fine egli torna a incontrare la ragazza, ma questa volta ella è sola e, come lui, non ha fatto fortuna. Mentre stanno conversando, la ragazza si soffia inavvertitamente il naso in un fazzoletto listato a lutto, facendogli così capire che sua madre è morta. E, naturalmente, i due protagonisti finiscono per sposarsi in una triste giornata di pioggia». È con queste parole che lo stesso Charlie Chaplin ha definito all’interno della sua autobiografia il film L’emigrante, uscito per la prima volta nelle sale cinematografiche cento anni fa, precisamente nel giugno del 1917. Attraverso questa pellicola, Chaplin decise di far ridere il pubblico trasformando un dramma collettivo come quello dell’emigrazione – che oggi, a distanza di un secolo esatto, risulta più che mai attuale – in una storia comica attraversata da un grande sentimento di umanità. L’emigrante interpretato da Charlot è indubitabilmente un personaggio positivo che chiede attenzione e rispetto per sé e per i suoi compagni di viaggio. Nella prima inquadratura del film, il transatlantico, in partenza dalla Gran Bretagna, sta attraversando l’oceano: il ponte della nave è gremito di corpi umani, donne e uomini trattati come buoi, appartenenti all’ultimo gradino della scala sociale. Ognuno di loro condivide con l’emigrante Charlot l’inizio di una difficilissima avventura fatta di sogni e di speranze ma anche di brutalità e soprusi, soprattutto da parte dei rappresentanti dell’autorità. Chaplin restituisce le vicende dell’emigrazione facendo uso degli strumenti dell’ironia, della satira sociale e del pathos, elementi che costituiranno le principali marche stilistiche della sua intera carriera cinematografica. In tale prospettiva, L’emigrante risulta molto diverso rispetto alle numerose pellicole della Hollywood classica che hanno affrontato il medesimo argomento nella forma della drammatizzazione e della rappresentazione romanzata. A pochi mesi dalla sua uscita, il film era già un grande successo popolare che presentava, al tempo stesso, innovazioni stilistiche e un ritmo degno del cinema moderno: oltre alla capacità di Chaplin di rivolgersi ai diseredati e alle classi più umili che ben conoscevano il calvario dell’emigrazione, il film si caratterizzava per alcune originali soluzioni registiche. Tra esse spiccò, ad esempio, la comica riproduzione all’interno delle immagini delle oscillazioni dell’imbarcazione in mare, oscillazioni che – oltre a porsi come metafora dell’esistenza precaria e costantemente in bilico degli emigranti – erano state realizzate facendo dondolare la cinepresa legata precedentemente a dei contrappesi. Anche il montaggio, nello strutturare perfettamente i meccanismi della tensione e della comicità, venne impiegato magistralmente da Chaplin, facendo addirittura scuola tra i cineasti dell’avanguardia sovietica.

IN PROGRAMMAZIONE: Sabato 14 ottobre – ore 22.00

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