zerOFF

COME IL PESO DELL’ACQUA (2014)

Come il peso dell'acqua

Interverrà un operatore umanitario di Medici Senza Frontiere
Videointervista al regista Andrea Segre

Regia: Andrea Segre
Soggetto di: Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre
Fotografia di: Pasquale Mari e Matteo Calore
Montaggio: Chiara Russo e Luca Manes
Interpreti: Gladys Yeboah Adomako, Nasreen Tah, Semhar Hagos, Giuseppe Battiston e Marco Paolini
Musiche Originali: Sergio Marchesini (Piccola Bottega Baltazar)
Lingua: Italiano
Produzione: Ruvido Produzioni e Rai3
Documentario, Italia 2014, 110′

PRESENTAZIONE di Alessandra Chiarini

Diretto da Andrea Segre e scritto con Giuseppe Battiston, Stefano Liberti e Marco Paolini, Come il peso dell’acqua è un’opera cine-televisiva e performativa che combina sapientemente la formula del reportage documentaristico e il linguaggio del teatro, allo scopo di raccontare l’attuale dramma delle migrazioni attraverso il mar Mediterraneo. Le testimonianze in prima persona di tre rifugiate approdate in Europa, a cui fanno da contrappunto gli interventi recitati di Giuseppe Battiston e Marco Paolini, conducono gli spettatori a riflettere sull’ambiguità, l’indifferenza e il cinismo che sovente caratterizzano l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dei migranti e dell’accoglienza. Si tratta di un percorso coinvolgente che invita il pubblico alla comprensione e alla tolleranza e che intende, soprattutto, restituire voce e dignità a persone di cui troppo spesso si parla ma alle quali, ciononostante, raramente è data la possibilità di esprimere il proprio punto di vista. È quindi così che Gladys, fuggita dal Ghana nel 2004, Sehmar, che ha lasciato l’Eritrea nel 2009, e la siriana Nasreen, partita a sua volta per l’Europa nel 2013, narrano dei loro terribili viaggi; esodi drammatici all’insegna della violenza, della fame, della paura di non farcela e di veder soccombere i propri figli, i quali, a loro volta, sono stati trascinati inevitabilmente in queste traversate della disperazione. Tre donne, dunque, che raccontano le loro storie e che, ultime tra gli ultimi e sempre in secondo piano anche mediaticamente, dimostrano la caparbia volontà di riafferrare i fili seppur incerti del loro destino, al fine di cercare un futuro migliore per se stesse e per i loro figli. Come cornice a questi documenti di vita vissuta ritroviamo gli interventi teatrali di Battiston, il cui personaggio, tramite una serie di monologhi autoriflessivi e a tratti didattici, restituisce i dubbi, le perplessità e le paure di un cittadino “medio” dell’Italia del nord – appartenente alla classe media, di mezza età e di media cultura – il quale, tuttavia, manifesta l’intenzione di provare a capire, di porsi delle domande che lo condurranno progressivamente a cambiare prospettiva. La ricerca di risposte da parte di quest’uomo qualunque è coadiuvata dalle spiegazioni di un cartografo – interpretato da Marco Paolini – che, carta geografica alla mano, traccia un chiaro quadro geopolitico della situazione, indicando le ragioni per cui, dall’inizio degli anni ‘90, migliaia e migliaia di persone hanno iniziato a fuggire dall’Africa e dal Medio Oriente per raggiungere l’Europa attraversando il mar Mediterraneo. Il film, in definitiva, costituisce un invito alla riflessione e all’ascolto dell’altro, requisiti ormai imprescindibili nella contemporanea e consolidata società multietnica, rispetto alla quale non può più esserci spazio per l’ignoranza e la paura. Il messaggio a favore della comprensione espresso da Come il peso dell’acqua si pone, inoltre, come un monito rivolto alla politica, il cui obiettivo, troppo spesso, è stato solo quello di “ridurre il numero degli sbarchi”, senza considerare le ragioni di chi fugge in Europa e lascia nella propria terra una situazione insostenibile.

IN PROGRAMMAZIONE: Giovedì 22 Settembre – ore 21.00

© zerOFF 2012 - All right reserved