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L’EMIGRANTE

Regia: Febo Mari
Interpreti: Ermete Zaccone, Valentina Frascaroli, Enrichetta Sabatini
Fotografia: Natale Chiusano, Segundo de Chomón
Lingua: didascalie in italiano
Prodotto da: Itala Film
Melodramma, Italia 1915, 23′

PRESENTAZIONE di Gabriele Veggetti – Critico cinematografico

Un uomo ormai anziano, desideroso di garantire a sé e alla sua famiglia un futuro migliore, decide di vendere i propri averi per trovare il denaro necessario a emigrare in cerca di lavoro in Argentina. Raggiunta finalmente la “terra promessa” dopo un viaggio estenuante fatto di sacrifici e privazioni, l’unico impiego disponibile, a causa della sua età avanzata, è un posto da manovale non qualificato. Presto la situazione volge al peggio: la caduta da un’impalcatura costringe l’emigrante in un letto d’ospedale, dove diviene vittima di un raggiro orchestrato da un impiegato delle assicurazioni; il truffatore, approfittando dell’incapacità della vittima di leggere e scrivere, riesce a estorcergli la rinuncia all’indennizzo per far fronte alle cure mediche. Solo quando l’emigrante farà finalmente ritorno in Italia potrà buttarsi alle spalle la sua triste avventura e rinsaldare nuovamente i legami con la moglie e la figlia. Della versione originale de L’emigrante, oggi andata perduta, rimane esclusivamente un frammento parziale la cui trama è stata descritta in queste righe. Il film attualmente fruibile è in sostanza una sintesi della prima e della seconda parte dell’opera cinematografica uscita nel 1915, e corrisponde a poco più di un terzo della lunghezza accertata dal primo visto di censura. Oltre al tema del lavoro e dell’emigrazione, la pellicola originaria comprendeva le vicissitudini della moglie e della figlia rimaste in Italia: segnatamente, le didascalie su lastra e i quaderni di produzione testimoniano di una drammatizzazione più articolata, che vede il fidanzamento tra un ricco e spregiudicato conte e la giovane Maria. Da alcuni inserti, si intuisce che per far fronte alle difficoltà economiche aggravate dalla malattia della madre, la figlia, consigliata da una mezzana senza scrupoli, ceda alle lusinghe di un nobile divenendone l’amante e trasformandosi così da fanciulla innocente a seduttrice dell’alta società. Nonostante la mancanza di parte dell’intreccio, L’emigrante di Febo Mari si conferma oggi un film molto importante nella storia del cinema muto italiano. In particolare, la pellicola ha mantenuto il suo valore di denuncia esibendo le problematiche connesse alla realtà contadina e operaia nell’Italia dei primi del Novecento, periodo nel quale l’emigrazione toccava nel nostro Paese le sue punte più alte. È per tale ragione che L’emigrante è annoverato tra le migliori opere ascrivibili al verismo cinematografico italiano, affrontando esemplarmente il tema dello sfruttamento dei lavoratori mediante gli stilemi del melodramma famigliare. Il film, da una parte, ci offre una rappresentazione molto viva del mondo popolare, mostrandoci la folla, i mercati e gli altri contesti quotidiani in cui vivono le classi più umili e gli emigranti; dall’altra, evidenzia in modo inequivocabile i meccanismi dello sfruttamento e dell’indifferenza del mondo borghese verso quello del proletariato.

IN PROGRAMMAZIONE: Sabato 14 ottobre – ore 21.00

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